Iva ordinaria per la cessione di cucine arredate


La cessione di cucine arredate, ricomprese in unità abitative oggetto di compravendita sconta sempre l’Iva ordinaria, sia verso il cliente finale sia al passaggio dal produttore alla società immobiliare. Pertanto, la società immobiliare che commercializza abitazioni con annesse cucine funzionanti, non può accedere aliquote ridotte dell’Iva, in relazione alla compravendita delle stesse cucine, in quanto trattasi di operazioni di compravendita di beni differenti, alle quali non è possibile applicare il medesimo trattamento IVA (Agenzia Entrate – risoluzione 14 aprile 2021, n. 25).

Sulla valutazione se la cessione di una cucina funzionante all’interno di un’unità immobiliare (c.d. cessione “a corpo”) costituisca un’unica operazione immobiliare oppure un’operazione distinta, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che una cucina funzionante collocata all’interno di una unità abitativa non possiede le caratteristiche proprie dei beni immobili ed infatti una cucina arredata non può dirsi:


– incorporata nel fabbricato o nell’edificio, essendo, di norma, agevolmente smontabile e rimuovibile;


– parte integrante di un fabbricato o di un edificio: in mancanza di una cucina arredata il fabbricato o l’edificio non può dirsi incompleto, diversamente da quanto accadrebbe per l’eventuale mancanza di porte, finestre, tetti, scale e ascensori;


– installata in modo permanente in un fabbricato o in un edificio, potendo essere rimossa senza di per sé distruggere o alterare il fabbricato o l’edificio stesso.


Nel Decreto IVA è preciato che “Il trasporto, la posa in opera, l’imballaggio, il confezionamento, la fornitura di recipienti o contenitori e le altre cessioni o prestazioni accessorie ad una cessione di beni o ad una prestazione di servizi, effettuati direttamente dal cedente o prestatore ovvero per suo conto e a sue spese, non sono soggetti autonomamente all’imposta nei rapporti fra le parti dell’operazione principale”.


In merito ai criteri in base ai quali un’operazione possa, agli effetti dell’IVA, qualificarsi accessoria, la Corte di Giustizia UE ha precisato che “una prestazione deve essere considerata accessoria ad una prestazione principale quando essa non costituisce per la clientela un fine a sé stante, bensì il mezzo per fruire nelle migliori condizioni del servizio principale offerto dal prestatore”.


Tali principi sono stati recepiti dalla Suprema Corte di Cassazione secondo cui “la prestazione accessoria deve essere strumentale a quella principale e avere il fine di permettere l’effettuazione o la migliore fruizione della prestazione principale; cioè l’elemento decisivo è rappresentato dal fatto che l’operazione accessoria si configuri essenzialmente come un mezzo per il completamento o la realizzazione della operazione principale.


Coerentemente con i predetti principi, l’Amministrazione finanziaria ha chiarito che per individuare le operazioni accessorie occorre verificare concretamente il nesso di dipendenza funzionale con la prestazione principale e il valore comparativo delle varie prestazioni. La stessa risoluzione ha precisato, altresì, che “le operazioni accessorie devono avere la funzione di integrare, completare e rendere possibile la prestazione principale”.


Sulla base di questa ricostruzione, la cessione di una cucina funzionante non può costituire un mezzo per fruire nelle migliori condizioni dell’operazione principale né per la sua realizzazione, ben potendo la cessione di una unità immobiliare concludersi a prescindere dalla fornitura di una cucina arredata.


In altri termini, la cessione di una cucina funzionante non costituisce un elemento senza il quale l’operazione principale di vendita dell’unità immobiliare non sarebbe possibile.


Pertanto, la cessione delle unità abitative di categoria catastale diversa da A1, A8 e A9, costituisce, ai fini IVA, una cessione di beni distinta da quella avente a oggetto la cucina. La cessione di una cucina deve considerarsi come un’operazione distinta dalla cessione dell’unità immobiliare e deve essere assoggettata ad aliquota IVA ordinaria.


Inoltre, una cucina funzionante, completa di tutti gli elementi normalmente impiegati per lo scopo a cui è destinata (elettrodomestici, mobili, sedie, tavoli, cassettiere, mensole, credenze, ripiani, etc.), è composta da un insieme di elementi che, complessivamente intesi, non sembrano possedere le caratteristiche proprie dei beni finiti.


Una cucina arredata, infatti, sebbene sia in grado di conservare una propria individualità, è formata da beni ed elementi che, di norma, non sono destinati a incorporarsi e divenire parte della costruzione.


Pertanto, la cessione della cucina dal produttore o installatore alla società non costituisca un’operazione avente ad oggetto un bene finito. Conseguentemente, detta operazione deve essere assoggettata a IVA con l’aliquota ordinaria.